WhiteBlood Foundation
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WHITEBLOOD MEANING

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“Noi abbiamo bevuto il Soma e siamo divenuti immortali. Noi abbiamo raggiunto la luce, abbiamo incontrato gli Dei. Che cosa può fare a noi la malvagità dell’uomo mortale o la sua malevolenza, o Immortale”

Ṛgveda, VIII-48,3

Con il termine Whiteblood si vuole rappresentare il plasma materico dell’Opera artistica e che il collettivo considera viva e, quindi, mutevole e mortale.

Il latino classico possiede due termini per distinguere altrettanti tipi di sangue: il sanguis, che scorre all’interno del corpo umano, e il cruor.

Whiteblood
 sgorga da feritoie create in questa nuova e complessa realtà dove le lacerazioni seppure virtuali sono mortali dolorose violente, i nostri avatar diventano più vulnerabili del nostro corpo che scompare sempre più a favore dell’ego digitale.
L’Arte non è morta ma l’Opera d’arte per il collettivo per vivere deve necessariamente morire.

 

La labilità, già concettualizzata nel manifesto del movimento, è caratteristica intrinseca dell’Arte e del suo valore a seconda del contesto sociale di riferimento.

 

Hegel diversamente da quanto affermato in passato, non si è mai spinto ad affermare che l’Arte è morta a dispetto di quanto affermato, invece, dagli storici marxisti o dagli estetologi lontani dai musei d’arte contemporanea per citare Angela Vettese e il filosofo Hans Georg Gadamer sosteneva che “l’Opera d’Arte è insostituibile: ciò resta vero persino nell’epoca della riproducibilità”.

 

Questo plasma racchiude in sè infinite rappresentazioni in ambito artistico e culturale.

 

Si pensi all’ androide Lance Bishop interpretato da Lance Henriksen nel film “Aliens – Scontro finale” che cessa di esistere in un lago di sangue bianco con continui rimandi al labile confine tra uomo e macchina o all’estasi di Marina Abramovic in “Holding the milk”  ol al tema della 59esima biennale “The Milk of Dreams”.
Senza dimenticare Il latte + del “Korova Milkbar” in Arancia Meccanica o al Soma che rappresenta il succo ricavato da una pianta oggetto di offerta sacrificale nel Vedismo.