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The AVATAR in recycled carbon

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 The avatar, as a mask and disguise for which anyone can be anything, may appear to be an instrument of freedom, revenge and catharsis. But no: it imprisons and forces us into a false and inconsistent reality. In his investigation, White Blood reveals the deception and through art staging the opposite process. It is the avatar, the fictional character who exists only in the metaverse, who now emerges to become more concrete and tangible than reality itself. The shapeless magma of carbon fiber lends itself perfectly to immortalizing the moment in which the lie is revealed and becomes a physical object by appropriating a material, recycled carbon, which belonged to something that is no longer in the world and which now adapts to represent an object of the imagination that comes to life.

Whiteblood Foundation and Dr. Sergio Durante was able to measure themsleves with the creation of the AVATAR in “live carbon”, a mixture of recycled carbon, a sort of living and living material plasma, conceived by Durante Space Tech the multinational aerospace group companies, one of the founding members of the Whiteblood Foundation, that has always been involved in highly innovative projects at an international level.

 

The concept of the AVATAR is therefore enclosed in a recycled carbon shell, almost a sort of protection, an airtight suit that prevents contamination with reality, an intense work that required numerous collaborators and long sessions of craftsmanship, materials full of past and stories with typically evocative assemblages and compositions of Frankenstein in the novel by Mary Shelley.

This type of artwork is unique and is made only on commission.

The recycled carbon fibers were extracted from aerospace and automotive components, traceable and with interesting stories at their behind.

The series proposed today is made up of five unique pieces, three of which have already been commissioned by private collectors and will be delivered at beginning of the next year.

The three remaining will be created with grafts deriving from disused airplanes whose history and photographic documentation will be provided together with the Opera.

The collector will also have the right to obtain an artistic photograph made by a professional in the sector which will therefore make the Work even more personal for the keeper who chooses to be the first owner. The WB collective does not like consumers and does not like the Opera to be considered a commodity.

The WB collective wants minds, men, people and thoughts that yearn for a return to reality, who believe in the work of the collective, who become custodians of the work done, who believe in a material experience capable of realigning the artistic objective as an essential component of reality.

The artistic value is measured, therefore, in the mutation power of reality: the more reality changes, the more powerful the Artistic Work is and therefore authentic and essential.

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The AVATAR WhitBlood opera 

 

ITALIAN VERSION

L’avatar, come maschera e travestimento per cui chiunque può essere qualunque cosa, può sembrare all’apparenza uno strumento di libertà , rivincita e catarsi. Invece no: imprigiona e costringe in una realtà fasulla e inconsistente. Nella sua indagine, white blood svela l’inganno e attraverso l’arte mettendo in scena il processo opposto. È l’avatar, il personaggio di fantasia che esiste solo nel metaverso, a uscirne ora per diventare concreto e tangibile più della realtà stessa.  Il magma informe della fibra di carbonio si presta perfettamente ad immortalare l’attimo in cui la menzogna è svelata e diventa oggetto fisico appropriandosi di una materia, il carbonio riciclato, che apparteneva a qualcosa che non è più nel mondo e che si riadatta ora a rappresentare un oggetto della fantasia che prende vita.

Whiteblood e il Dr. Sergio Durante hanno potuto misurarsi con la realizzazione dell’AVATAR in “carbonio vivo”, una miscela di carbonio riciclato, una sorta di plasma materiale vivo e vivo, ideato da Durante Space Tech le multinazionali del gruppo aerospaziale, una dei soci fondatori della Whiteblood Foundation, da sempre impegnata in progetti altamente innovativi a livello internazionale.

Il concept dell’AVATAR è quindi racchiuso in un guscio di carbonio riciclato, quasi una sorta di protezione, una tuta ermetica che impedisce la contaminazione con la realtà, un lavoro intenso che ha richiesto numerosi collaboratori e lunghe sessioni di lavorazione artigianale, materiali carichi di passato e di storie dal sapore tipicamente assemblaggi evocativi e composizioni di Frankenstein nel romanzo di Mary Shelley.

Questo tipo di opera d’arte è unica e viene realizzata solo su commissione.

Le fibre di carbonio riciclate sono state estratte da componenti aerospaziali e automobilistici, tracciabili e con storie interessanti alle spalle.

La serie proposta oggi è composta da cinque pezzi unici, tre dei quali sono già stati commissionati da collezionisti privati ​​e saranno consegnati all’inizio del prossimo anno.

I tre rimanenti saranno realizzati con innesti derivanti da aerei dismessi la cui storia e documentazione fotografica saranno fornite insieme all’Opera.

Il collezionista avrà inoltre diritto ad ottenere una fotografia artistica realizzata da un professionista del settore che renderà quindi l’Opera ancora più personale per il custode che sceglierà di esserne il primo proprietario. Al collettivo WB non piacciono i consumatori e non piace che l’Opera sia considerata una merce.

Il collettivo WB vuole menti, uomini, persone e pensieri che anelano a un ritorno alla realtà, che credano nel lavoro del collettivo, che si facciano custodi del lavoro svolto, che credano in un’esperienza materiale capace di riallineare l’obiettivo artistico come componente essenziale della realtà.

Il valore artistico si misura, quindi, nel potere di mutazione della realtà: più la realtà cambia, più l’Opera Artistica è potente e quindi autentica ed essenziale.

 

 

 
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